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Ciao "Prof"... l’ultimo saluto a Giancarlo Costanzi |
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Cinema
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Scritto da Luigi Liberti
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lunedì 30 agosto 2010 |
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"Gigiotto dobbiamo parlare di una cosa. Una cosa importante, eh...". Mi torna ripetutamente in mente, in queste ultime ore, la voce di Giancarlo Costanzi o meglio del “Prof”, come eravamo soliti chiamarlo. Nel giorno del suo funerale mi sembra doveroso ricordarlo ma non compiangerlo. Il pioniere della formazione cinematografica, instancabile lavoratore, mente geniale.
Ci sarebbero tanti modi per ricordarlo, ma di fronte alla morte ogni frase può assumere un significato di circostanza. Io, che ho avuto la fortuna di incontrarlo per caso e poi iniziare a collaborare con lui fino a creare e dirigere le sue testate giornalistiche, voglio ricordarlo come il burbero e testardo amico con il quale alla fine era impossibile litigare. I suoi consigli, le nostre discussioni sulla politica, la sua ironia e le idee geniali che sfornava a qualsiasi ora del giorno e della notte sono ricordi difficili da raccontare.
Mi aspetto una risposta all’ultimo SMS che gli ho mandato poche ore prima della sua morte, convinto che una tale “personalità” non può morire. Anche se il Prof non e’ piu’ tra noi, in ogni persona che lo ha conosciuto non potra’ non esserci un po’ del suo entusiasmo, della sua voglia di fare, del suo modo di essere. L’ultimo pensiero va a Toni e Sharon, sue “allieve di vita” e motore della sua grande creatura: la Scuola di Cinema di via Panisperna.
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 30 agosto 2010 )
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FFF: Panoramica sulla famiglia tra Polonia, Usa e Italia |
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Cinema
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Scritto da Dimitri Sassone
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martedì 27 luglio 2010 |
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di Dimitri Sassone
“La famiglia è la patria del cuore. Il sistema di valori che caratterizza la nostra cultura. Il padre e la madre devono essere il punto di riferimento per i figli, portatori sani di affetto e di esperienza, non dispensatori di ricompense o complici di zingarate. Il nucleo familiare deve essere il motore del progresso sociale, cioè la cellula della società e non subire semplicemente delle trasformazioni”. È l’incipit del messaggio inaugurale rivolto dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni in occasione della terza edizione del Fiuggi Family Festival, kermesse formato famiglia dedicata al meglio della produzione di cinema e tv per ragazzi. Si svolgerà fino al 31 luglio, nella cornice dei giardini delle le Fonti di Bonifacio VIII e Anticolana della suggestiva cittadina termale di Fiuggi, il Festival, diretto quest’anno da Alessandro Zaccuri, che offre un programma più ampio e variegato rispetto alle edizioni precedenti, dimostrando di aver passato a pieni voti un sorta di esame di maturità che lo proietta indiscutibilmente nel panorama festivaliero italiano come una realtà più che affermata. Tra i tanti eventi in cartellone è sicuramente da sottolineare la giornata dedicata a Papa Giovanni Paolo II, “Karol Wojtyla: un Papa… di famiglia!”, realizzata in collaborazione con l’Istituto Polacco a Roma, svoltasi domenica 25 luglio, che ha visto un programma fitto di eventi. La giornata è iniziata con la celebrazione della Santa Messa celebrata da Mons. Slawomir Oder, Postulatore della Causa di Beatificazione proprio di Giovanni Paolo II. A seguire, il grande debutto del primo film internazionale in concorso, “The magic tree” (2009), fantasy del regista polacco Andrzej Maleszka, con Maja Tomawska, Filip Fabis e Adam Szczególa. Il lungometraggio racconta la storia di tre bambini, figli di musicisti squattrinati che si imbattono in una misteriosa sedia, costruita con il legno di un albero magico in grado di realizzare ogni desiderio. Grazie alla scoperta, i piccoli si imbatteranno in una serie di curiose avventure. Il film è stato accolto con grande calore da pubblico e addetti ai lavori. Ma l’evento che forse ha riscosso ancora maggior successo è quello che ha chiuso la giornata, un concerto dal vivo del giovane, ma già affermato, pianista polacco, Marek Szlezer, che ha interpretato magistralmente alcune opere di Fryderyk Chopin. Nato a Cracovia nel ’81 formato nella terra natale e a Parigi, Szlezer, è già considerato uno dei maggiori interpreti dell’opera del grande compositore. Numerosi premi all’attivo – di cui il primo vinto a 12 anni al IV Concorso Pianistico Internazionale “Roma 1993” – il pianista si è distinto per l’impegno nella promozione della musica polacca in patria e all’estero, fino a meritarsi l’onore di esibirsi nella notte dell’entrata della Polonia nella Comunità Europea al pianoforte appartenuto a Chopin in persona, custodito nel Museo del Collegium Maius dell’Università Jagiellonica. A dimostrazione di come la famiglia sia un valore universale e condiviso, il festival ha offerta una panoramica esaustiva sulle diverse realtà del mondo. E dalla Polonia si è passati con estrema disinvoltura alla famiglia americana, con una storia davvero toccante, “The Blind Side”, il film che ha regalato il primo Oscar come migliore attrice protagonista a Sandra Bullock. Il titolo distribuito dalla Warner Bros. è vittima di purtroppo non rari paradossi del mondo della distribuzione: mai uscito in sala, è disponibile solo in versione home video. Pertanto, il FFF ha offerto quella che per ora rimane l’unica possibilità di vedere l’opera in grande schermo. Tratto da una storia vera – il che lo rende ancor più toccante – “The Blind Side” racconta il coraggio e l’apertura di una famiglia abbiente del sud degli States, che vota repubblicano, nell’adottare un giovane disagiato di colore fino a portarlo per mano a diventare un campione del football. Del resto, l’adozione è da sempre uno dei temi di dibattito di questo festival che, quest’anno, gli ha dedicato il convegno dal titolo “Genitorialità senza confini: le adozioni a distanza”, che ha visto la partecipazione straordinaria di Raffaella Carrà. Infine, non poteva mancare di certo la famiglia italiana, seppure una famiglia atipica. Quella rappresentata dalla fiction girata da Maurizio Nichetti per Mediaset “Ulisse e Agata”, presentata in anteprima nazionale. La nuova fiction segna, a due anni di distanza da “Dr. Clown”, il ritorno di Nichetti dietro la macchina da presa. Prodotta da Italian International Film per Medusa Fiction “Agata e Ulisse” è una commedia family, interpretata da Elena Sofia Ricci nel ruolo di Agata, una strega molto particolare. Protagonista maschile, Antonio Catania, nel ruolo di Ulisse, docente universitario la cui missione è smascherare gli inganni di presunti maghi e finte fattucchiere. “Agata e Ulisse” non diventerà, forse, una fiction, ma la televisione potrebbe essere per lui il trampolino di lancio per un grande ritorno. “Al momento c’è questo film – ha spiegato il regista presente in sala – non c’è il progetto di una serie. Se ci sarà il successo che potrà giustificarne una la faranno. Potremmo chiamarlo un pilota, ma è sempre un po’ scaramantico. A me piace chiamarlo film per la televisione e mi piacerebbe che l’anno prossimo me ne facessero fare un altro”. Tre anni di lavoro per realizzare l’idea di una serie sul paranormale nata 5 anni fa da un soggetto di Fausto Brizzi e Marco Martani. “Piaceva l’idea, ma mancava la chiave giusta” continua Nichetti, “abbiamo lavorato negli ultimi tempi a diverse stesure, per cui si vedono i nomi di tanti sceneggiatori, fino a quando, prima di girarla, abbiamo trovato questa chiave un po’ magica sulla falsa riga di un giallo”. In sintesi, tante carne al fuoco per un Festival che sta crescendo bene e che ha sicuramente il grande merito di avvicinare i prodotti di cinema e tv ai gusti di quella fetta di audience tanto cara al mercato cinematografico, la famiglia. E, magari, veicolare sani valori rinnovati in un periodo storico in cui, a quanto sembra, c’è n’è tanto bisogno.
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Cinema
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Scritto da Redazione
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domenica 27 giugno 2010 |
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L’anteprima del film “Where in the world is Osama Bin Laden?” (Dove è finito Osama Bin Laden?) di Morgan Spurlock, in collaborazione con Fandango inaugurerà il 28 giugno il Genova Film Festival .
Morgan Spurlock è lo scrittore, produttore e regista del noto Super Size Me, nomination all’Oscar 2005 come miglior documentario. Con il film Spurlock diventò celebre in tutto il mondo: nella pellicola il regista documentò i suoi cambiamenti fisici e psicologici durante una dieta speciale e rigorosa: per un mese, per tre volte al giorno mangiò esclusivamente cibo dai menu McDonald’s.
Il documentario, prima realizzazione di Spurlock, è stato inserito nelle classifiche di più di 35 “Top Ten”. Il film ha anche vinto il Premio inaugurale Writers Guild of America per la Migliore Sceneggiatura da Documentario, oltre ai premi del Sundance e dell’Edimburgo Film Festival per la Miglior Regia.
E dopo aver dichiarato guerra ai produttori di cibo spazzatura con Super Size Me, Morgan Spurlock rilancia, andando alla ricerca del massimo ricercato mondiale, ovvero Osama Bin Laden. E questo perché nella famiglia Spurlock sta per arrivare un bambino e come ogni papà che si rispetti anche Morgan è preoccupato per il mondo in cui crescerà suo figlio.
Che cosa fare per creare un pianeta migliore? È ovvio, trovare il numero uno nella lista dei ricercati planetari. Così un modesto cittadino del West Virginia, decide di intraprendere quello che nessuna squadra operativa speciale è riuscita a fare. Mette all’opera la sua assoluta mancanza di esperienza, preparazione e competenza per dare la caccia all’uomo più pericoloso e ricercato del pianeta. L’epica ricerca ha inizio a New York e fa il giro del mondo. Morgan Spurlock attraversa Egitto, Marocco, Israele, Palestina, Arabia Saudita, Afghanistan e si avvicina più che mai al cuore di tenebra, le regioni tribali del Pakistan, in cerca del barbuto. Lungo il percorso interroga esperti ed imam, dà una mano all’esercito israeliano a disinnescare bombe, scopre la teoria del complotto che collega Al Qaeda al film Babe-Maialino Coraggioso e partecipa ai raid dei militari americani in Afghanistan.
Nel frattempo sviluppa una comprensione più profonda delle radici dei conflitti che oggi turbano il mondo e si avvicina a Bin Laden stesso. La proiezione si svolge nell’ambito della 13° edizione del Genova Film Festival, in programma dal 28 giugno al 4 luglio, organizzato dall’Associazione Culturale Daunbailò, diretto da Cristiano Palozzi ed Antonella Sica e sostenuto tra gli altri da Regione Liguria, Comune di Genova, Provincia di Genova, Camera di Commercio di Genova, Fondazione CRT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Genova film festival, apprezzato a livello nazionale, si compone di diverse sezioni tra le quali uno dei più importanti concorsi di cortometraggi e documentari. Interverranno importanti ospiti tra i quali Paolo Virzì, il miglior regista italiano dell’anno (18 candidature ai David di Donatello e Nastro d’Argento come Miglior Regista 2010) e uno dei più importanti registi europei: Krzystof Zanussi che terrà a Genova una lezione pubblica sul cinema. Tra gli eventi anche il compleanno dei 50 anni di Era notte a Roma di Roberto Rossellini, con un’ospite d’eccezione, la protagonista Giovanna Ralli. Inoltre approfondimenti di cinema internazionale, incontri, dibattiti, anteprime nazionali, il concorso nazionale di cortometraggi e documentari con oltre 400 partecipanti e 26 opere finaliste in proiezione durante il Festival. In tutto 120 proiezioni, tutte ad ingresso libero.
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La dolce vita raccontata dalla Fondazione Fellini, a Rimini |
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Cinema
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Scritto da Giancarlo
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domenica 27 giugno 2010 |
A Rimini in alcune delle stanze di Castel Sismondo è allestita una mostra dedicata a La dolce vita diFederico Fellini che quest'anno compie mezzo secolo e all'effetto dirompente che suscitò in Italia e nel mondo.
L'esposizione, dal titolo "La dolce vita raccontata dalla Fondazione Fellini", realizzata grazie al contributo dell'assessorato alla Cultura del Comune di Rimini è aperta al pubblico tutti i giorni, fino al 25 luglio, dalle ore 18 alle ore 24. L'ingresso è gratuito.
Entrando nel Castello alcune immagini rappresentano Fellini sul set di via Veneto sapientemente ricostruito da Pietro Gherardi al Teatro 5 di Cinecittà. Nella "sua" via Veneto il regista muove le sue pedine, Marcello e gli amici/colleghi delle notti romane, le star, i paparazzi invadenti. Emergono le atmosfere di una strada che grazie a Fellini diventa ribalta, passerella di personaggi bizzarri e contradditori.
Proseguendo, le donne de La dolce vita dominano lo spazio della seconda sala. Accanto alla loro immagine, una dichiarazione delle interpreti sembra svelare il segreto della loro alchimia col regista, ma le icone che giganteggiano le riportano al loro ruolo di trionfali eterne maschere felliniane.
Molto significativa è la sezione dedicata al volume "La dolce vita raccontato dagli archivi Rizzoli", una preziosa raccolta di ritagli stampa ordinata e riprodotta in un volume riccamente illustrato da cui emergono indiscrezioni, scandali, querelle culturali, risvolti psicologici e di costume legati alla realizzazione del film.Giuseppe Ricci per la Fondazione Fellini e Domenico Monetti per il Centro Sperimentale di Cinematografia, sono i curatori dell'imponente volume, realizzato grazie al recupero di materiale proveniente dalla Cineriz (la casa di produzione fondata da Angelo Rizzoli nei primi anni Cinquanta), oggi conservato presso la Biblioteca "Luigi Chiarini" del Centro Sperimentale.
Un prezioso montaggio di filmati e testimonianze d'epoca conclude la ricca sezione. Una parte della mostra è dedicata alla musica del film e a Nino Rota, autore della colonna sonora. In esposizione anche alcuni cimeli tra cui la sceneggiatura originale. La terza sala comprende una cinquantina di fotografie in bianco e nero scattate da Pierluigi Praturlonsul sul set del film, da negativi originali stampati all'epoca dallo stesso Praturlon. La collezione proviene dall'Associazione Culturale Cinemazero di Pordenone.
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Ultimo aggiornamento ( domenica 27 giugno 2010 )
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